Calciopoli Finirà Mai?

Da un po’ di giorni sul Forum di SFantacalcio si seguono le vicende dell’ultimo periodo su quel famoso processo che sembra non aver mai fine.

Da tifoso, e lettore che non si stanca mai di leggere, non riesco a placare la confusione che continuamente mi perseguita se penso al calcio, non riesco a fare a meno di cercare una risposta ad un milione di domande e quesiti che sono tornati, sembrerebbe, di moda.

Con un’ultima intercettazione, facilmente reperibile sul web, uscita fuori in questi giorni, le domande e la mia perplessità sono aumentate notevolmente.

Odio i ricordi, normalmente, quindi mi son fatto aiutare da Mario Incandenza dell’Associazione Ju29ro Team per chiarire qualche cosa.

Vado al dunque.

27 ottobre 2008, rito abbreviato su Calciopoli

In risposta agli imputati che sostenevano che “tutti parlavano con tutti” il pm Narducci afferma:

Balle smentite dai fatti. Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo, o Pairetto, con il signor Moratti, o con il signor Sensi, o con il signor Campedelli.
Ci sono solo quelle persone, perchè solo quelle colloquiavano con i poteri del calcio.
I cellulari erano intercettati 24 ore su 24: le evidenze dei fatti dicono che non è vero che ogni dirigente telefonava a Bergamo, a Pairetto, a Mazzini, o a Lanese: le persone che hanno stabilito un rapporto con questi si chiamano Moggi, Giraudo, Foti, Lotito, Andrea Della Valle e Diego Della Valle”.

23 marzo 2010, Napoli – Controesame del teste Auricchio

L’avvocato Prioreschi chiede perché non ci sono le telefonate tra Bergamo e Moratti.
Auricchio: Non lo so, non so dare spiegazioni
PM: E’ l’avvocato che lo dice, ma non può dimostrare nulla
Auricchio: Tutte le telefonate intercettate sono state riportate, e quelle che non sono state riportate sono state compendiate. Facchetti avrà chiamato su altro numero.

9 gennaio 2005 ore 12:53 poco prima di Inter-Sampdoria 3-2 (colloquio tra lo scomparso Giacinto Facchetti e il designatore Paolo Bergamo, saltato fuori solo 4 anni dopo)

Facchetti: Pronto Paolo, sono Facchetti.
Bergamo: Buongiorno Giacinto.
Facchetti: Sto andando allo stadio l’ho detto con i miei di avere con Bertini un certo tatto, una certa disponibilità. L’ho detto con i giocatori, con Mancini e gli altri.
Bergamo: Vedrai che sarà una bella partita.
Facchetti: Va bene.
Bergamo: Viene predisposto (Bertini ndr) a fare una bella partita.
Facchetti: Si si, va bene.
Bergamo: È una sfida che vedrai la vinciamo insieme.
Facchetti: Volevo solo dirti che l’ho fatto (riferendosi al fatto che ha parlato alla squadra per non tenere un atteggiamento sbagliato nei confronti di Bertini ndr).
Bergamo: Vedrai che le cose andranno per il verso giusto poi la squadra sta ricominciando ad avere fiducia, a fare i risultati, fa morale….

Sarà interessante vedere come opinionisti e editorialisti, che 4 anni fa mi raccontarono (non di persona) molte stupidaggini, tenteranno di arrampircarsi sugli specchi.

Confusione

Beh, mi aiuto anche con qualche altra fonte per ricordare le parole di Moratti,

di oggi, arrabiato e duro:

«Il tentativo di coinvolgere l’Inter in questa storia è una vergogna; non sarebbe nemmeno da sottolineare che questo è un ribaltamento ridicolo, che offende e che non ci lascia per niente indifferenti, perché è veramente una cosa orrenda. Io capisco che chi si deve difendere faccia di tutto; per questo mi dispiace di più per chi lo segue, anche sulla stampa e alla televisione, sperando che ci sia qualcosa. Questo lo trovo veramente molto offensivo».

e di qualche anno fa, a giugno 2006:

«Penso agli investimenti fatti in questi undici anni e non parlo soltanto dell’aspetto economico, che pure non è stato cosa da poco, ma anche delle domeniche di sofferenza e di ansia per la squadra. E alla sensazione che qualcosa non funzionasse, senza mai riuscire ad arrivare al cuore del problema. Qui sono stati presi in giro soprattutto i tifosi».

Ed era stato chiaro nel reclamare lo scudetto 2006:

«Non darlo significherebbe che tutti sono colpevoli».

In questi quattro anni, Moratti non ha mai cambiato idea.

Si aggiunge – o NON si aggiunge, a te la scelta – il silenzio di Galliani sulle trascrizioni di queste ore che stanno coinvolgendo anche il Milan, già punito nella prima fase di Calciopoli:

«Dopo l’estate del 2006, che mi diede molte sofferenze, feci il giuramento di non parlare più delle vicende di quattro anni fa. Quindi, non voglio commentare una pagina particolarissimissima del calcio italiano. Taccio e non si sbaglia mai».

Insomma non riesco a capirci granché, molta confusione.

Una serie di domande mi saltano in testa

La prima riguarda la tempistica di queste nuove intercettazioni: quando si è trattato di Moggi, hanno trascritto anche quella tra lui e la moglie sul panettone da portare a cena a casa di Pairetto. Perché queste escono fuori solo ora?

Una telefonata come questa sopra tra Facchetti e Bergamo, nel clima del 2006, sarebbe stata interpretata come prova di illecita commistione tra dirigenti di club e dirigenti arbitrali?

Frasi come “viene predisposto a fare una bella partita“, o “E’ una sfida che vedrai la vinciamo insieme” detto alle 12:53, due ora prima dell’inizio della partita, se dette da Luciano Moggi (per la cronaca non esistono telefonate di Moggi di questo tenore, forse era più furbo) che senso avrebbero avuto?

Chiamare i designatori era lecito o non era lecito? O meglio, a quei tempi era lecito e lo facevano tutti? Adesso esce fuori? Perché prima non era così, non lo è stato finché non sono cominciate a uscire queste nuove intercettazioni?
Prima si negava? Si mentiva?

Perché dopo Farsopoli viene cambiato il Codice di Giustizia Sportiva proibendo questo tipo di contatti?

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