La Tentata Pulizia Del Calcio Italiano

Forse non è mai iniziata, abbiamo parlato del nulla in 4 anni di “calciopoli” e il calcio italiano continua a funzionare allo stesso identico modo.

Questa è l’immagine nitida e perfettamente messa a fuoco che risalta ancora una volta agli occhi di uno sportivo che vuole godersi il campionato di calcio più discusso del mondo, una volta forse anche il più bello.

Ancora oggi, dopo il macello che c’è stato e i discorsi tutt’ora in gioco, nonostante sia passato tutto questo tempo, si percepisce chiaramente come la propensione a “concedere” di più alle grandi e più forti squadre del campionato non sia assolutamente cambiata. Si è spostata forse in maniera incisiva – Milano è oramai la capitale indiscussa del calcio italiano, per evidenti motivi – probabilmente senza che i più, media in primis, si chiedessero (o facessero chiedere come è stato in passato) se in tal modo fila tutto liscio o c’è ancora qualcosa che non va. O non c’è mai stata.

Ancora oggi, piuttosto che parlare di questo o quel fenomeno che ha fatto un gol da cineteca, commentare dettagliatamente questo o quel modulo di gioco, questa o quella tattica, questa o quella disposizione in campo, esprimere consensi o disapprovazioni nei confronti del calcio giocato insomma, si punta l’attenzione sulla famosissima e immortale moviola italiana, sugli episodi pro e/o contro questa o quella squadra, si stracommentano e stracriticano episodi segnalati da procuratori federali, provvedimenti del giudice sportivo, prove tv, squalifiche fuori dal campo, direzioni sempre più disastrose della classe arbitrale.

Ancora oggi, “bando alle ciance”, si parla di favoritismi, sudditanza psicologica, potere delle grandi e, ultima delle ultime, involontaria par-condicio.

Probabilmente annebbiato da una visione d’insieme un po’ sgualcita – in bianco e nero per dirla tutta – mi chiedo, mi domando, ma il pandemonio calcistico del secolo è servito a nulla? Lo sport del calcio italiano più pulito è cambiato veramente? In meglio, in peggio, per nulla? Nessuno ha da riflettere?

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Comment
  1. Michele Rotella ha detto:

    In effetti non cambieremo mai…passano gli anni, cambiano i personaggi (o forse no?) ma l’Italia del pallone (e non) è sempre la stessa e la cultura del sospetto la fa sempre da padrona…

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