Financial Fair Play / E Se l’ECA Creasse Una Nuova UEFA?

Mercato estivo decisamente povero – se non nei nomi, sicuramente nelle spese folli – mercato invernale con cifre da capogiro.

La Fifa ha infatti reso noto che, durante la sessione di Gennaio, sono stati portati a termine 2451 trasferimenti internazionali, +104% rispetto allo scorso anno, per un valore di 234 milioni di euro.

E anche l’Italia non scherza. Il Milan e la Roma che avevano acceso il mercato con Ibra, Robinho e Borriello in estate, avevano in realtà messo zero euro a bilancio nella voce uscite, riservandosi un riscatto obbligatorio per il 2011. L’Inter addirittura si era accontentata di qualche giovane, senza nessun colpo di grido.

Poi, a gennaio, cambio di marcia: Cassano, Didac Vilà, Emanuelson, Toni, Pazzini, Van Bommel, Matri, Legrottaglie, Ruiz, Ranocchia, Nagatomo e Kharja, tanto per citarne alcuni, senza dimenticare anche Torres per andare oltre i confini azzurri.
L’ultimo dei 2451 trasferimenti è stato quello del difensore brasiliano David Luiz, passato dal Benfica al Chelsea a soli due minuti dalla chiusura del calciomercato.

Cosa è successo? Perché questo cambio di rotta?

La soluzione sembra molto più semplice di quando possa apparire.
Le continue minacce di Platini, l’irrigidimento della Uefa sulla questione della modifica delle sanzioni previste in caso di mancato rispetto dei parametri (esclusione dalla coppe europee), che per i club dovrebbe comportare solo un turno in più almeno nella prima fase di attuazione, hanno spinto l’ECA (European Club Association, il nuovo G-14) ad indire una riunione d’urgenza, anche se la data non è ancora stata decisa.

Di cosa si parlerà?

Semplicemente si deciderà di lanciare un ultimatum alla Uefa: o si accettano le condizioni dei club (rinvio di un anno per l’attuazione del FFP e graduale inasprimento delle sanzioni, oltre a piccole altre modifiche), o i grandi club d’Europa (l’Eca nata sulle ceneri del G-14 sciolto nel 2008, riunisce i 18 club più importanti del panorama continentale) formeranno una super-Champions league per conto proprio. Staccata cioè dalla Uefa, senza necessità di qualificazione, ma con le stesse 18 qualificate di anno in anno. Tre italiane ci sarebbero di certo.

Il braccio di ferro ha avuto inizio, l’occhio al bilancio ha già sentito il triplice fischio finale.

(CLICCA QUI PER SCARICARE IL TESTO DEL FINANCIAL FAIR PLAY)

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Comments
  1. Andrew Smith ha detto:

    Beh, lo scenario non è dei migliori per due motivi: tornare con 3 squadre di diritto in Champions League con questa soluzione non sarebbe bellissimo e, soprattutto, una competizione senza qualificazioni, e con le stesse identiche 18 squadre di anno in anno, potrebbe divertire per i primi tempi, 2, 3, 4 anni ma poi!?

    Boh, non mi convince del tutto la cosa, preferisco la rigidità del Fair Play Finanziario…

    Aspettiamo sta riunione…

  2. Domenico Concolino ha detto:

    Ma la loro è una palese provocazione… sanno benissimo che è una partita a poker, chi bluffa meglio ha vinto!

    Anche se, sarà pure pallosissima, ma sai che introiti avrebbero?

  3. Domenico Concolino ha detto:

    Purtroppo comandano loro. Il calcio che amavamo è morto con l’arrivo delle tv, mettiamocelo in testa!

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