Lo stadio di proprietà, nuova frontiera per combattere il Financial Fair Play

In principio fu il “Giglio” di Reggio Emilia, che ad oggi rimane l’unico esempio di stadio di proprietà del calcio italiano.

Ora, per combattere lo strapotere dei club inglesi e spagnoli, l’Italia sembra orientata ad adeguarsi, visto che sponsor, presenze allo stadio e diritti televisivi non bastano più e, soprattutto, visto che il Financial fair play, che entrerà in vigore a partire dal 2012, non prevede, alla voce spese, gli investimenti per settori giovanili e stadi di proprietà.

Dati statistici indicano che l’Old Trafford di Manchester frutta ai Red Devils una cifra intorno ai 138mln di euro.
Come?
La società può permettersi di impostare un’economia di marketing molto forte, partendo da una rete di vendita di successo, può beneficiare della totalità degli incassi dello stadio (bigliettti e abbonamenti), può godere della fruibilità esclusiva dell’impianto 7 giorni su 7, con negozi, centri sportivi, centri commerciali del team e, all’interno dello stadio, salotti privilegiati venduti a prezzi faraonici.

Senza considerare la fine dei costi di locazione dovuti al comune.
San Siro, ad esempio, costa a Milan e Inter oltre 6,5 mln (cadauno) l’anno al Comune, più 5 mln (sempre a testa) di spese di mantenimento ordinarie e straordinarie, oltre a versamento per steward e addetti ai tornelli.

L’Italia si è convinta, bisogna autofinanziarsi. Sì, ma com’è la situazione attuale?

Juventus
I piemontesi hanno accantonato la faraonica idea di Antonio Giraudo, ma l’attuale dirigenza non ha abbandonato il progetto, anzi: il nuovo impianto sorgerà esattamente dove si trova il Delle Alpi, costerà 135 milioni di euro e potrà contenere 40mila spettatori.
Al suo interno palestre e ristoranti, 120 box per vip, il tutto foderato da lamiere bianche e nere.
Curiosa la possibilità di acquistare una stella, da parte dei tifosi, con il proprio nome che figurerà accanto a quella di un grande campione del passato. Grossi introiti anche da questa trovata.

Inaugurazione: 2011

Inter
Lo stadio di proprietà dovrebbe sorgere in zona Baggio, tra l’ospedale San Carlo e la caserma Santa Barbara, dove quest’ultima sembra essere in vendita, come hanno confermato le autorità militari.
Determinante sarà l’approvazione della legge sugli incentivi per la costruzione dei nuovi impianti sportivi: lo stadio nascerà sulla base dell’Allianz Arena, casa del Bayern di Monaco: 50-55 mila posti, previsti.
Ma sarà soprattutto una struttura polifunzionale sul modello degli stadi inglesi.
L’idea è quella di creare ogni comfort possibile per il tifoso: schermi palmari a noleggio per vedere i replay dei gol della partita, posti personalizzati per chi è abbonato e tribune riscaldate.
I costi non saranno bassi: si parla di 400 milioni, compresi gli oneri finanziari. Gran parte dell’investimento arriverà per l’80% da fondi e banche.

Inaugurazione: 2014

Cagliari
Con una lettera inviata il 10 dicembre a due assessorati regionali (Lavori pubblici e Enti locali) e al Comune di Elmas l’Enac si dice «disponibile» a discutere con gli enti pubblici coinvolti nella realizzazione del nuovo impianto del Cagliari calcio.
Il progetto del Cagliari calcio (nella foto), per inciso, è stato adeguato alle richieste dell’ente nazionale per l’aviazione civile: i riflettori sono stati spostati sotto la copertura delle tribune, i pannelli fotovoltaici eliminati dal tetto, l’altezza complessiva è stata abbassata.

Milan
La società aveva individuato un’area in zona Rogoredo per costruire un nuovo stadio da 60mila posti, con 150 posti riservati in box per spettatori Vip. Il progetto è per ora in stand-by.

Roma e Lazio
Per le romane per ora è solo un’idea, che coinvolge molto più il presidente Lotito che non la poco chiara situazione societaria giallorossa.
La Roma avrebbe individuato l’area a Torrevecchia, dove i Sensi hanno una proprietà che potrebbero alienare.
Claudio Lotito pare in una fase più avanzata col suo stadio delle Aquile, nelle campagne della Tiberina: la volontà e il progetto c’erano da tempo ma l’amministrazione Veltroni aveva sempre bocciato l’iniziativa, ora con Alemanno e col nuovo sentimento popolare dello “stadio di proprietà” la cosa si può fare.

Gli altri club
La Sampdoria con Garrone in particolare ci stà provando in tutti i modi. Ma Il progetto che sembrava dovesse essere apporvato, all’ultimo ha cambiato risoluzione. E il terreno destinato al nuovo fortino blucerchiato si è trasformato in un parcheggio per l’aereoporto dalla dubbia necessità.
La Fiorentina dei Della Valle dopo le recenti dichiarazioni non si sà se continuerà il suo progetto.
Il Siena si sarebbe dovuto spostare a Isola d’Arbia, zona sud della città, per uno stadio tra le famose colline con una curva sola e 40mila posti a sedere al coperto; accanto il palazzetto della Montepaschi oltre a altri servizi consultabili sette giorni su sette. Doveva essere pronto già nel 2011, tutto saltato col cambio di proprietà?
Per le altre:
Renzo Piano sta lavorando al nuovo San Nicola di Bari, Brescia e Atalanta pensano di traslocare fuori città e persino a Viareggio c’è un progetto.
Senza dimenticare l’Udinese che ha presentato il progetto definitivo per l’ammodernamento eco-compatibile del “Friuli”, e le siciliane Catania e Palermo (zona Zen) pronte a mettersi in coda.

Pensare che a Catanzaro, nei primi anni ’80, l’idea di uno stadio nuovo e di proprietà era stata prospettata (prima ipotesi in Italia) da Adriano Merlo, allora presidente giallorosso. Idea bocciata perché nessuno nelle stanze comunali voleva vedere il vecchio “Militare” traslocare fuori città.

L’idea fu ripresa da Poggi e Perente 20 anni più tardi e abbandonata per le tragiche vicissitudini che portarono al fallimento della società.

Si ringraziano per le notizie raccolte i siti: http://calciomercatodabar.wordpress.com | http://www.calcioblog.it | http://www.unionesarda.it

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