Moggi, arriva la preclusione?

L’assemblea per la riforma dello Statuto è stata convocata per il prossimo lunedì 20 giugno, ma la norma, annunciata nel precedente Consiglio, per regolamentare i procedimenti di preclusione, non definiti con il codice di giustizia sportiva vigente fino al 30 giugno 2007 e che riguarda circa 40 tesserati, è stata finalmente approvata.

Ma come, la sanzione dei cinque anni non c’era già stata?
Sì e da allora Moggi non ha più rivestito cariche societarie, ma questo provvedimento riguardava la radiazione, una delle possibili sanzioni a carico dei tesserati, altra cosa è invece valutare se quei fatti sono talmente gravi da comportare oggi la preclusione.
Il Procuratore Federale Palazzi cioè, è lui l’unico a poterla attivare, dovrà chiedere un giudizio di merito agli organi di giustizia, che saranno predisposti in tre gradi: Commissione Disciplinare, Corte di Giustizia, che valuteranno circa la sanzione accessoria, poi l’Alta Corte di Giustizia presso il Coni per vizi procedimentali.

Cerco di spiegare in modo semplice cosa significhi tutto ciò.
La normativa approvata per regolamentare la richiesta di preclusione (radiazione a vita) nei confronti di circa 40 tesserati (tra cui Giraudo, Mazzini e Moggi) serviva per garantire il diritto al contraddittorio (altrimenti sarebbe stata applicata senza possibilità per loro di difendersi).
I cinque anni di condanna per i procedimenti di Calciopoli sono un fatto storico, ma nessun organo di giustizia ha fino ad oggi mai valutato se si è trattato di episodi talmente gravi da meritare la radiazione a vita.

Decisiva, al riguardo, sarà l’interpretazione dell’art. 19 del CGS, che alla lettera h) prevede quella che tecnicamente si chiama inibizione temporanea a svolgere ogni attività in seno alla FIGC, con eventuale richiesta di estensione in ambito UEFA e FIFA, a ricoprire cariche federali e a rappresentare le società nell’ambito federale, indipendentemente dall’eventuale rapporto di lavoro.

Il successivo comma 2 precisa come comporti, in ogni caso, il divieto di rappresentare la Società di appartenenza in attività rilevanti per l’ordinamento sportivo nazionale e internazionale, il divieto di partecipare a qualsiasi attività di organi federali, il divieto di accesso agli spogliatoi e ai locali annessi, in occasione di manifestazioni o gare calcistiche, anche amichevoli, nell’ambito della FIGC, con eventuale richiesta di estensione in ambito UEFA E FIFA ed il divieto a partecipare a riunioni con tesserati FIGC o con agenti di calciatori in possesso di licenza FIFA.

La sanzione prevista non può superare la durata di cinque anni, anche se gli Organi della giustizia sportiva, che applichino la predetta sanzione nel massimo edittale e valutino l’infrazione commessa di particolare gravità, possono disporre altresì la preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della FIGC.

La difesa produrrà delle memorie, che terranno conto anche degli sviluppi del processo penale di Napoli.
Anche se la base di partenza è una condanna passata in giudicato in sede sportiva ed una condanna di primo grado in sede penale.

Nella stessa riunione di ieri della FIGC, giusto per dovere di cronaca, è stato anche illustrato l’andamento dei lavori della Commissione per la Riforma dei campionati; modificate alcune norme del Regolamento Agenti dei calciatori; aperto il dibattito in vista della definizione delle norme sulle Licenze nazionali, ripescaggi compresi, per la prossima stagione sportiva.
Inoltre, il “quadro clinico” di molte società professionistiche, così come prospettato dalla Co.Vi.Soc., è apparso devastante.

Ci attende un’estate caldissima.

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Comments
  1. Shosholoza ha detto:

    Dom hai novità sulla riorganizzazione dei campionati di Lega Pro? e’ una cosa che mi interessa molto da vicino! Grazie!

  2. Domenico Concolino ha detto:

    In realtà non ho buone notizie, sotto questo aspetto.

    C’è una grossa polemica in atto tra Abete e Macalli sul punto.
    Il primo ha chiarito che i campionati non saranno in alcun modo sconvolti. Non c’è questo rischio.  
    Insomma, il vero rischio è un pastrocchio all’italiana.

    C’è anche il problema legato al fatto che 36 club tra serie A, B e Lega Pro non hanno utilizzato per i pagamenti il conto dedicato, come invece richiesto dalle norme della Federcalcio. 

    In sostanza, Macalli è incaricato di coordinare i lavori della Commissione per la Riforma dei campionati e ha illustrato al Consiglio federale l’andamento dei lavori che hanno impegnato finora i componenti in 7 successive riunioni, fra il 15 settembre 2010 e il 22 febbraio scorso. Macalli  presenterà nei prossimi giorni una relazione finale.

    C’è il nodo fallimenti. Sulle Licenze nazionali per la prossima stagione sportiva, il Consiglio ha aperto il dibattito in vista della definizione delle norme  che dovranno  essere approvate dal  Consiglio federale.Due, i campi di intervento principali: i criteri economici (stipendi, scadenze di pagamento, parametri anche per le società di B) e i criteri sportivi e organizzativi  (figure professionali obbligatorie per le società di A e B; obbligo di depositare un programma per l’attività giovanile; partecipazione ai corsi FIGC sulla formazione e il doping).In questa prospettiva si inserisce il tema dei ripescaggi, che sarà oggetto di ulteriore approfondimento anche per quanto riguarda la definizione del regolamento attuativo.

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